Inaugurazione del nuovo reparto di Neurologia e Posa della prima pietra di. Medicina Nucleare
Archivio 2026, Rassegna Stampa - 26/02/2026
(Il Mattino.it) L’inaugurazione del reparto di Neurologia e la posa della prima pietra della nuova unità complessa di Medicina nucleare sono stati oggetto di una mattinata di impegni al Rummo cui hanno partecipato tutte le massime istituzioni del territorio. “L’unità operativa di Neurologia – ha spiegato il direttore generale Maria Morgante – con quattro posti letto di stroke unit ci consente di entrare di pieno diritto nella rete stroke prevista per il Dea di II livello. I posti letto disponibili in reparto sono raddoppiati e sono passati da 10 a 20. Di questi, 14 di ricovero ordinario, 2 di day hospital, sistemati in camere da due, munite di tutti i comfort, del bagno e del televisore, oltre ai 4 di stroke, dedicati alla gestione dell’ictus acuto e dotati di sistemi multiparametrici di ultima generazione, che consentono di controllare costantemente i parametri vitali, cui si aggiunge una palestra riabilitativa interna”. Un plus non scontato e di fondamentale importanza per il reparto perché “la presenza di una palestra di cui fruire – ha sottolineato il primario Rosaria Renna – accelera il processo di guarigione. In Neurologia e in presenza di patologie tempo dipendenti, prima si interviene e migliori sono i risultati, sia nella fase acuta che nei giorni immediatamente successivi, avviando subito la riabilitazione propedeutica a una migliore ripresa fisica del paziente. Dobbiamo tener conto sempre dell’aspetto umano del nostro lavoro perché dietro la diagnosi c’è una persona insieme alla sua famiglia e, credo, che il reparto, i mezzi messi a nostra disposizione dalla direzione strategica e il team di lavoro possano andare nella direzione di potenziamento delle attività”. Ma, la sinergia riguarda tutto il blocco che si occupa delle malattie a carico del sistema nervoso. “La Neurologia – ha concluso Giovanni Parbonetti, direttore del dipartimento di Neuroscienze e dell’unità complessa di Neurochirurgia – fa parte del dipartimento di Neuroscienze, insieme alla Neurochirurgia, alla Neuroradiologia e alla Neurorianimazione, unica nel sud Italia, ormai operativa da un ventennio. Il nostro è un dipartimento in forte crescita, primo in Campania, insieme all’ospedale Del Mare per attrattività. E, proprio sul territorio regionale, siamo stati i primi a trattare con successo un’epilessia intrattabile. Continueremo a procedere a piccoli passi per garantire un’offerta qualitativa sempre più elevata ai pazienti”. Positiva la risposta del sindaco Clemente Mastella che ha espresso la massima disponibilità per collaborare alla crescita. “Con l’entrata in funzione della facoltà di Medicina – ha spiegato il sindaco – il Rummo garantirà una risposta sanitaria più incisiva, trasformandosi in un piccolo policlinico in cui fare formazione ai giovani, per incentivarli a rimanere. Dobbiamo fare fronte comune per difendere la nostra città dagli appetiti degli altri, collaborando e impegnandoci a fondo per impedire che avvenga”. Ed è countdown per la costruzione ex novo del reparto di Medicina nucleare. Da oggi a 26 mesi – ha dettagliato la manager Morgante – inaugureremo anche questo reparto perché i lavori sono ormai stati cantierati. Non è stato semplice arrivare a questo risultato in quanto, ai circa 8 milioni di euro per i lavori di edilizia abbiamo dovuto chiederne, in una fase successiva, altri 4 per la Pet di ultima generazione, di fondamentale importanza in ambito diagnostico. La realizzazione del progetto chiude un cerchio perché è funzionale alla Cardiologia, alla Neurologia e all’Oncologia. Nel 2024, 3122 pazienti hanno chiesto prestazioni di Medicina nucleare. Di questi, 1.254, pari al 40% si sono rivolti all’unica struttura convenzionata presente nel Sannio; 1.388, vale a dire il 45% sono andati fuori provincia; 480 fuori regione”. Averla al Rummo “elimina la mobilità passiva nel Sannio – ha concluso la dg – e, insieme agli altri progetti che vedranno la luce tra marzo, aprile, maggio e giugno, servirà a dare una migliore assistenza all’utenza”. La Medicina nucleare contribuirà a “dare vita a una nuova stagione per l’ospedale – ha sottolineato Antonio Grimaldi, primario di Oncologia – perché consentirà di individuare i tumori nella fase subclinica, attraverso il tracciamento e il consumo dello “zucchero”, che aiuta a intercettare le cellule malate, intervenendo dove serve ed evitando effetti collaterali”.